Trascrizione della videointervista:

Un caso clinico di un paziente di 75 anni affetto da arteriopatia obliterante cronica degli arti inferiori, quindi un problema di circolazione degli arti inferiori attualmente al IV stadio quindi con presenze di lesioni trofiche più precisamente il paziente aveva un ulcera calcanerale sinistra e la cianosi fissa  del IV dito del piede destro. Quindi una sintomatolgia bilaterale. Dopo aver eseguito vari esami strumentali soprattutto una angio TAC  si è potuto evidenziare che la circolazione degli arti inferiori, cioè di entrambi, erano in una situazione piuttosto severa e avanzata, infatti, non si  aveva spazio per effettuare nessun tipo di trattamento chirurgico nè di tipo bypass femoro-tibiale o femoro-distale più precisamente, nè angioplastiche.

La mia idea, dopo un ricovero di due settimane, durante il quale il paziente è stato sottoposto ad una terapia emorologica quindi con l’utilizzo di prostaglandina endovena con l’obbiettivo di creare una maggiore vasodilatazione e anti-aggregazione periferica; l’obiettivo è stato quello di non utilizzare una terapia non convenzionale. Il paziente  l’ho sottoposto ad un ciclo di omeomesaterapia che ancora continua  con due sedute settimanali con i seguenti farmaci: all’inizio Argentum Homaccord, Lympho Miosot e Arnica Compositum. Li ho iniettati nei punti di agopuntura 3,6,7,8 e 9, nel  milza pancreas  e 60 in uscita e nei punti locali: più precisamente, 4 punti intergiditali del piede destro e del piede sinistro a livello della falange distale e del dito cianotico e quindi del IV dito del piede destro e all’interno dell’ulcera calcaneale. Dopo 3 settimane ho sospeso  il lympho miosot e l’ho sostituito con l’Arteria Suis Injeel, il Solanum Compositum e con un farmaco di stimolazione del metabolismo cellulare cioè, alternativamente l’Ubichinon Compositum e Coenzyme Compositum e Embryo Totalis Suis. Dopo sei settimane sono cominciati a comparire i primi risultati: c’è stata una netta riduzione della cianosi del IV dito del piede destro e un netto miglioramento dell’ulcera dello stato dell’ulcera, la quale piano, piano è andata a riducendosi di dimensioni. Dopo 10 settimane l’ulcera è andata quasi chiusa perchè ha un diametro di circa 2 millimetri con fondo quasi deterso che dà, quindi, buone prospettive che si potrà chiudere nel futuro.

Per quanto riguarda la sintomatolgia del paziente è notevolmente migliorata perchè, prima, il paziente presentava dolore a riposo soprattutto a livello dell’ulcera quindi a livello dell’arto sinistro che gli impediva di dormire e gli permetteva una deambulazione molto limitata soltanto  al proprio appartamento. Grazie a questo tipo di terapia siamo riusciti ad aumentare la deambulazione del paziente il quale ha cominciato ad uscire al di fuori del suo domicilio, ha ripreso a dormire per cui la sintomatologia dell’ulcera è notevolmente ridotta fino alla sospensione. Il paziente ha ripreso a dormire ha sospeso gli antidolorifici tradizionali cioè nella fattispecie il Contramal che già assumeva  e quindi la sua  situazione era talmente migliorata fino al punto  che le ultime  sedute  veniva da solo. Oltre alla terapia omeomesoterapica ho aggiunto al paziente  anche una terapia omotossicologica per ossa e quindi  L’ho trattato con Aesculus Compositum che è un farmaco omotossicologico proprio per la stimolazione della circolazione arteriosa e con 30 gocce al giorno e più precisamente 10 gocce per 3 volte al giorno in più ho aggiunto il Galium e Lycopodium Compositum, una fiala 3 volte alla settimana. Anche come antidolorifico è stato utilizzata l’Arnica Compositum per compresse da una 1 compressa fino a 6 compresse al giorno a seconda della sintomatologia del paziente e anche come trattamento dell’ulcera. Quindi anche utilizzando questo tipo di pomata sull’ulcera anche la sintomatologia di quest’ulcera è andata migliorando.

Il risultato più importante che abbiamo ottenuto in questo caso è stato quello di migliorare la sintomatologia di questo paziente in uno stadio talmente avanzato della malattia che evolve rapidamente verso la cancrena; quindi, parliamo di una malattia che comporta come evoluzione della malattia a quella della  menomazione fisica perchè, purtroppo, anche adesso, nel 2011, siamo costretti ad interventi di  amputazioni  per salvare i pazienti.

Per cui  l’importanza in questo settore di questi studi è proprio quella di ridurre il più possibile questo tipo di intervento che non solo è sicuramente è una sconfitta per la medicina ma soprattutto è un grande aiuto psicologico ma anche fisico per le ripercussioni che ha sulla vita di questi pazienti.

Scarica il testo del video

Scarica il testo del video in PDF