Trascrizione della videointervista:

La floriterapia di Bach è composta da 38 rimedi. Perchè si chiama floriterapia di Bach o, comunque, fiori di Bach? Perchè chi ha individuato questi 38 rimedi i rimedi floreali era proprio era un medico, un medico gallese Eduard Bach intorno agli anni 1928-1930. Essi vanno a ridefinire e riequilibrare sia l’aspetto psicologico, cioè nel senso di come il paziente affronta la sua malattia, ma agiscono anche attraverso il corpo.

Negli ultimi tempi , negli ultimi dieci/quindici anni, devo dire grazie soprattutto alle ricerche e gli studi fatti nella nostra Italia, i fiori di Bach hanno e stanno trovando anche un impiego per problematiche ad espressione: una più semplice che possiamo dire la problematica del terzo millennio è proprio la problematica legata al sonno.

Venne un signore di circa 45/50, un professionista molto impegnato nel suo lavoro: sa io mi sdraio, mi  metto sul letto la notte e metto la testa sul cuscino e però comincio a pensare, pensare, pensare, pensare e passano 5 minuti, 10 minuti,  un quarto d’ora, 20 minuti mezz’ora un’ora alla fine cominciano ad arrivare le 3 le 4 di notte, mi innervosisco, mi rigiro nel letto e non dormo più ecc… Di conseguenza la mattina sono stanco e, quindi, tutto il giorno diventa un pò problematico. Studiando la medicina dei fiori di Bach c’erano in effetti un gruppo di fiori che andavano bene proprio per questo caso.

Walnut nella floriterapia è da tutti conosciuto in tutte quelle situazioni ed è impiegato in tutte quante le  situazioni in cui vi è un cambio  di stato; Il passaggio dalla veglia al sonno è un rilassarsi e rilasciarsi nelle braccia di Morfeo. Quindi, sicuramente, un buon inizio di terapia per questa persona venne dato quando prescrissi Walnut.

Un altro fiore invece molto importante e che io considero un po’ la melatonina nel sistema del dott. Bach è Scleranthus che è quel fiore che ridà un po’  il riequilibrio, il ritmo, che ridefinisce il ritmo sonno-veglia che era il problema principale di questa persona; una persona che non dorme di notte o dorme male di notte, non riposa e quindi ha un alterazione del  ritmo sonno-veglia che così come la sindrome del Jetleg.

E un altro fiore molto importante che mi ricordo prescrissi a questo paziente fu Rock Rose spendibile nei disturbi del sonno quando la persona viene e ti dice: “Sai ho il sonno talmente debole che basta un non nulla che mi sveglio”; il Rock rose è l’antistress per eccellenza, per così voler dire, quello che ridefinisce e riequilibra in qualche modo  un po’ il nostro sistema nervoso vegetativo e quindi ci permette  tranquillizzarci.

Questa persona venne da me dopo 15 /20 giorni e mi disse “Sa dottore, devo dire  sto meglio, sto meglio perchè non è che non pensi più a quello che ho fatto durante la giornata, però ci penso 10 minuti, un quarto d’ora, riesco a definire, a mantenermi in quei 10 minuti o quarto d’ora e poi mi metto a dormire. E’ interessante vedere come sia diverso  un approccio biologico da un approccio con una medicina allopatica. Non perchè debbano andare in contrasto le due cose ma, anzi, possono, in qualche modo, integrarsi ed interagire insieme.  La persona non ha perso le sue caratteristiche di controllo ma le ha limitate in maniera tale che gli non dessero fastidio e poi poter tranquillamente dormire.