Trascrizione della videointervista:

Come succede molto spesso, mi chiamò un collega per chiedermi di poter vedere subito, prima possibile, una sua paziente: una donna che era al terzo mese di gravidanza con una cefalea gravissima che le impediva anche di alzarsi dal letto e che le causava un vomito quasi continuo e che, quindi, era in uno stato di debilitazione veramente grave. Io la vidi subito. Questa donna non riusciva a tenere gli occhi aperti, a parlare; il marito parlò al suo posto e mi disse che anche nella gravidanza precedente aveva avuto lo stesso problema e che nel caso presente il suo ginecologo le aveva dato indicazione di assumere eventualmente un antidolorifico a suo rischio.

L’agopuntura trovava un’indicazione in gravidanza perchè poteva evitare l’uso di farmaci che in gravidanza ovviamente sono anche  un rischio di malformazioni del feto. La terapia del dolore è  nei cosiddetti Lea regionali  che vuol dire livelli essenziali di assistenza. I livelli essenziali di assistenza vengono riservati a quelle discipline che hanno criteri di evidenza scientifica, quindi, l’agopuntura nella terapia del dolore risponde a criteri di evidenza scientifica e per cui è nei Lea regionali. Non tutte le regioni l’hanno applicata però la regione Umbria già dal 2004/2005,  nel piano sanitario regionale, ha previsto questa disciplina nei livelli essenziali di assistenza. Molte cefalee sono legate a variazioni  ormonali  e l’agopuntura funziona,  ha un’alta percentuale di successo ovviamente non il 100 % però si calcola abbia il 70% per cui molto alta.

Io iniziai a trattare questa donna che nel giro di 15 /20 giorni fu in grado di ritornare non solo ad occuparsi della sua famiglia, aveva un altro bambino di 3 anni, ma fu in grado di tornare a lavorare, fece proprio agopuntura auricolare non ha voluto praticare  la somatica perchè nella medicina cinese l’agopuntura somatica viene sconsigliata perchè disperde energia. Quindi praticai agopuntura auricolare che è una tecnica auricoloterapia nata in Francia che non fa parte della antica cultura cinese ma molto efficace come terapia del dolore che io la applico anche nei disturbi alimentari perchè serve molto bene per controllare anche la fame compulsiva nelle pazienti che hanno una alimentazione incontrollata.

La risposta fu praticamente immediata per cui dalla prima seduta stette meglio e man mano che, chiaramente, questo miglioramento persisteva le sedute come viene fatto abitualmente vengono poi distanziate. La paziente riacquistò una totale autonomia non ebbe più nè cefalea nè vomito, riacquistò una qualità della vita buona  e le sedute si erano distanziate molto fra loro fino a sospenderle. Io l’ho rivista dopo il parto mi è venuta a trovare con il bambino mi espresse la sua gratitudine in tanti modi: questo è ovviamente molto bello  e anche una soddisfazione per noi quando possiamo venire in aiuto proprio ad una sofferenza del paziente. Se noi mettiamo al primo posto il paziente e  intorno al paziente cerchiamo di costruire un percorso di cura razionale sicuramente ma frutto di un’alleanza terapeutica e ovviamente il paziente ne trarrà tutti i benefici e quindi  lo spirito con cui lavoriamo è questo.